Creative Spaces

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Stefania Turco

 

Nata a Caltanissetta, Medico Veterinario, specialista in Ginecologia e Andrologia; Artista autodidatta .

 

La sua ricerca nasce "per caso" nell'ottobre del 2018, quando vicende personali la hanno portato ad un periodo di assenza dal lavoro; riscopre la pittura come "terapia" dipingendo per se stessa prevalentemente di notte. I primi lavori, di ispirazione cubista, lasciano il posto all’astrattismo e alla sperimentazione in cui prevale la tecnica ad impasto; più recentemente Action painting e influenze in stile Pollock.   Lavori prevalentemente effettuati su tela, ma anche murales su pareti esterne ed interne; non ultimo il body e il bally painting.

 

Sempre stata innamorata di Van Gogh, per le sue tele piene di colore, sia dal punto di vista cromatico, che per quanto riguarda la distribuzione su tela in grande quantità; tanto da rendere le pennellate stratificate e dare alla tela delle sembianze scultoree 

 

Turco dice: "Io Penso che la Scienza descriva le cose così come sono, l’arte cosi come sono sentite. Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose...da dire da raccontare in arte…"

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Monica Castellana

Nata a San Cataldo (CL)

Diploma Istituto d’Arte F. Juvara San Cataldo

Laurea Accademia di belle Arti corso di Decorazione in Catania

Vivo ed opera a Caltanissetta.

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Testa resta (2022) - Tema letteratura 

Intavola discorsi (2022) - Tema enogastronomia 

In questa complessa rete che intreccia arte e terra di appartenenza diventa essenziale un grido rivendicativo, qualcosa che colleghi e incastri per sempre un autore alla sua patria. Il lavoro rappresenta soffusamente le tipiche teste di Moro, uno dei massimi simboli rappresentativi della Sicilia, compenetrandole con un manoscritto originale dello scrittore Rosso di San Secondo. Il messaggio non potrebbe essere lanciato in modo più chiaro: la scelta di porre in sovrimpressione proprio un manoscritto originale ricorda a tutti l’importanza di ricordare l’autenticità delle cose, soprattutto l’autenticità dell’arte; la tecnica stessa utilizzata, poi, non lascia spazio a interpretazioni: il testo non è affiancato alle teste di Moro raffigurate, né rispetto a esse è messo di sopra o di sotto, ma vi è del tutto fuso, proprio a evidenziare l’urgenza di fondere l’autore nisseno Rosso di San Secondo con la Sicilia sua terra, affinché nessuno citi il suo nome senza avere in mente anche la Sicilia e viceversa, in un commovente legame che cuce l’artista alla terra e che, attraverso le parole, sembra un vero e proprio grido alla mente di ogni autore: “Testa resta in patria!”

 

Una domenica soleggiata, una famiglia variopinta e una tavola apparecchiata; sono soprattutto questi gli elementi essenziali della comunicazione e dei rapporti stretti in famiglia. Nulla unisce i cuori più del cibo e della sua condivisione in una dimensione di accoratezza e armonia, sia che si dibatta, si litighi, si conversi o ci si congratuli, lo si fa sempre col bicchiere pieno e la forchetta in mano. E non è un caso se, quando ci si siede a tavola, le prime cose che poggiamo sulla tovaglia sono quelle da bere: sanciscono l’inizio ufficiale del pasto e, con esso, l’aprirsi delle comunicazioni familiari. Si sono dunque ben messe a fuoco tali dinamiche rappresentando una tavola chiara, trasparente, con sopra diverse caraffe e bottiglie, con anche uno spicchio di limone; le bottiglie sono diverse fra loro per forma, colore e dimensione, a rappresentare la diversità dei caratteri dei familiari che si ritrovano a mangiare alla stessa tavola; al tempo stesso, sono tutte lucide o trasparenti, a simbolo del fatto che la famiglia è unita e che fra i suoi membri non vi sono segreti. Perfino la tavola, base fondante su cui si regge l’assetto familiare, ha la superficie specchiata, per ricordare ogni momento di guardare gli altri e sé stessi. sono raccontati tutti gli elementi che in famiglia permettono di mettere in tavola i discorsi, e al tempo stesso con costanti rimandi all’importanza di una sfera familiare sicura, leale e trasparente. Il messaggio che si può trarre: nulla conta più della famiglia, e il momento in cui mangiare è quello più importante in quanto alla famiglia permette di conoscersi e legare; senza per questo dimenticare che una punta aspra di limone può essere presente nelle tavole di tutti!

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Al Redentore - Tema arte (2024) di Stefania Turco

Al Redentore – Tecnica Mista su tela. cm 20 x 20 anno 2025 La statua del Redentore, un simbolo iconico di Caltanissetta, posta su un punto panoramico con una vista ampia della città sottostante. La scultura, tra le venti volute da Papa Leone XIII, in occasione del giubileo del 1900, situata sulla vetta del monte San Giuliano, e’ dipinta in primo piano, a voler sottolineare l’importanza che assume per gli abitanti di Caltanissetta. Dall’alto, in posizione dominante, suggerisce protezione e benedizione sull’intera città. I colori scuri per rappresentare la scultura con mescolanze di nero, grigio e verde metallico, marcano l’importanza del monumento per i nisseni di ogni generazione. In contrasto, sullo sfondo vibrante e dinamico e dai colori accesi, si distende la città di Caltanissetta, rappresentata da una distesa di tetti variopinti. Toni rossi, arancioni e blu, si mescolano in pennellate forti e decise, creando un senso di movimento e di profondità; Il cielo azzurro intenso con leggere sfumature bianche, a voler suggerire un'atmosfera aperta e luminosa. E’ espresso il forte senso di appartenenza, ma anche il senso di spiritualità, con la sacralità del Redentore e l'energia pulsante della città.

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