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Guglielmo Borremans nacque ad Anversa il 12 agosto 1675 e fu un importante pittore fiammingo attivo prevalentemente in Italia, dove si affermò come uno dei principali interpreti del barocco sacro, specialmente nel Regno di Napoli e in Sicilia. La sua formazione artistica avvenne nella città natale sotto la guida del pittore Pieter van Lint, come risulta dai registri della Corporazione di San Luca dell’Accademia di Belle Arti di Anversa. Dopo un periodo documentato in patria, si trasferì a Roma nel 1699, dove rimase per circa sei anni. In quel periodo collaborò con il suo maestro alla decorazione della Cappella Cybo-Soderini nella basilica di Santa Maria del Popolo, secondo quanto riportano i documenti dell’Accademia di San Luca. Terminata l’esperienza romana, Borremans lavorò in Calabria tra il 1704 e il 1706, lasciando diverse tele firmate e datate. In seguito si trasferì a Napoli, dove fu incaricato di completare la decorazione della crociera della chiesa di Santa Caterina a Formiello, un'opera iniziata da Giuseppe Simonelli. A Napoli entrò in contatto con importanti pittori del barocco meridionale, come Luca Giordano, Paolo de Matteis e Luigi Garzi, che influenzarono il suo stile, arricchendolo con nuove soluzioni luministiche e compositive. Intorno al 1715 si trasferì definitivamente a Palermo, allora centro di grande fermento artistico. Qui Borremans trovò il contesto ideale per sviluppare un linguaggio maturo, fondendo la precisione fiamminga con la teatralità e il colore del barocco italiano. Lavorò in tutta la Sicilia, lasciando un numero considerevole di opere in chiese, oratori e palazzi. Tra i suoi capolavori più noti si ricordano gli affreschi della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (la Martorana) a Palermo, la Gloria di San Pietro e la Liberazione di San Pietro nell’Oratorio della Carità di San Pietro ai Crociferi, sempre a Palermo, e opere nella Cattedrale di Catania. Uno dei suoi contributi più importanti si trova a Caltanissetta, dove tra il 1718 e il 1720 decorò la Cattedrale di Santa Maria La Nova, oggi considerata una delle massime espressioni del barocco pittorico siciliano. Qui realizzò un grandioso ciclo di 146 affreschi, che abbelliscono la navata centrale e le cappelle laterali. Le scene raffigurano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, allegorie religiose e immagini mariane, con particolare attenzione alla celebrazione del culto dell’Immacolata Concezione. Gli affreschi si distinguono per la vivacità cromatica, la ricchezza narrativa e l’equilibrio compositivo, elementi che confermano la maestria dell’artista e la sua capacità di adattarsi agli spazi architettonici. Il ciclo decorativo fu in parte completato dal figlio Luigi Borremans nel 1747, che ne mantenne lo stile e la qualità pittorica. Questa impresa artistica rese Caltanissetta uno dei poli più significativi della pittura barocca in Sicilia. Borremans fu molto apprezzato dai committenti ecclesiastici dell’epoca e venne anche chiamato come esperto in controversie artistiche. Nel 1733 fu infatti incaricato di giudicare una disputa tra i pittori Pietro Paolo Vasta e Venerando Costanzo per l’assegnazione degli affreschi della Cattedrale di Acireale: la sua scelta ricadde su Vasta. Pochi anni dopo fu coinvolto in una competizione simile, che lo vide vincitore contro Olivio Sozzi per la decorazione della Basilica di Santa Maria Assunta di Alcamo. Oltre al figlio Luigi, proseguirono la sua opera anche altri familiari, come il nipote Guglielmo, attivo nel Duomo di Enna. Tra i suoi allievi più noti si ricorda Gaspare Serenari, anch’egli divenuto un apprezzato pittore. Guglielmo Borremans morì a Palermo il 17 aprile 1744. È sepolto nella Chiesa di Santa Maria della Pace, appartenente all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Le sue opere, ancora oggi visibili in numerosi edifici sacri della Sicilia, testimoniano il suo talento e l’importanza della sua figura nella storia dell’arte barocca italiana.
L'architettura
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